A lezione di Yoga, cosa aspettarsi

tappetino verde arrotolato
Scegliere di fare Yoga significa decidere di allentare il tempo, almeno nelle ore che ci si ritaglia per praticarlo, andando alla ricerca di un profondo benessere psico-fisico. E’ una pratica utile a tutti, include tecniche fisiche, mentali e di respirazione, che contribuiscono a dare energia e salute. Sei alla prime armi? Ecco il primo di due post con alcuni consigli su come avvicinarsi al meraviglioso mondo dello Yoga. La prima volta (anche nello Yoga) non si scorda mai. Già dalla prima lezione si è guidati alla ricerca del benessere interiore, attraverso respiro e movimento. All’inizio potresti sentire sentimenti contrastanti, dati dal fatto che non sei abituato a questo genere di pratica. Forse non comprenderai subito il senso di ciò che stai facendo, ma non ti preoccupare, col tempo, ti concentrerai sempre di più su ciò che senti dentro di te e meno sull’ambiente che ti circonda.  

Prenditi del tempo e stacca la spina 

Prima di iniziare la lezione di Yoga, prova a lasciar fuori dall’aula problemi e pensieri negativi. Rispetta la puntualità; se possibile, arriva con un po’ di anticipo – 10, 15 minuti possono bastare – per familiarizzare con gli spazi e l’ambiente del centro Yoga che hai deciso di frequentare. Sistema il tappetino, se puoi, vicino all’insegnante per poter seguire con la massima attenzione (rispettando sia il suo spazio che quello degli altri). Impara a condividere lo spazio a disposizione senza paura del giudizio di chi è accanto a te. Fatto ciò, inizia a familiarizzare col tuo respiro e a concentrarti. Evita di portare con te  qualsiasi apparecchio elettronico che possa disturbare, dallo smartphone all’orologio, per dedicarti completamente alla pratica.  

La lezione: condivisione ed esperienza individuale

Un centro Yoga di solito è frequentato da persone che come te sono alla ricerca del benessere fisico e interiore. Sicuramente avrai modo di conoscere molte persone con cui instaurare dialoghi interessanti e stringere nuove amicizie. Non in aula, però! La lezione è sì un momento di condivisione, ma abbastanza atipico: si vive con gli altri il desiderio comune di guardarsi dentro e meditare. Evita di chiacchierare col “vicino di tappetino” , niente e nessuno deve distrarti, così come tu non devi essere motivo di distrazione. Alla stessa maniera, se devi chiedere qualcosa all’insegnante fallo a fine lezione, a meno che non sia urgente. In questo caso, fallo discretamente con un cenno e parlagli a bassa voce quando si sarà avvicinato.  

Una lingua sconosciuta

Durante la lezione ti capiterà di sentire molte parole che ti suoneranno sconosciute. Si tratta di sanscrito, l’originaria lingua indiana da cui prendono il nome, per esempio, le posizioni yoga, chiamate appunto Asana o le tecniche di respirazione chiamate Pranayama. Tranquillo, gradualmente, imparerei a familiarizzare con questi antichi,ma per te nuovi, termini. A fine lezione potresti sentire pronunciare dal tuo insegnate la parola “Namasté”, questo saluto, espresso congiungendo le mani in preghiera, è usato nello Yoga per salutare e onorare la divinità insita in noi e negli altri.“Namasté” singnifica infatti : “ Il divino che c’è in me si inchina al divino che c’è in te”. Rispondi alla stessa maniera. Fin qui tutto chiaro? Nel secondo post parliamo di tappetino yoga, dell’abbigliamento più adatto durante la pratica e dell’atteggiamento giusto. Namasté 😉

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