Il Secondo Chakra ai tempi del coronavirus

secondo chakra

Ciao nel nostro precedente articolo abbiamo visto insieme qualche tecnica yogica per equilibrare il nostro primo chakra e ritrovare la stabilità ai tempi del coronavirus. Oggi, vorrei parlarti di come lo yoga può ancora migliorare gli effetti negativi della stasi di questa quarantena.

Attualmente stiamo vivendo un cambiamento particolare, sia della routine quotidiana, sia delle prospettive future. Una grande opportunità, in realtà,  perché mai come ora possiamo imparare a gestire il nostro atteggiamento verso il cambiamento

Trasformazione, cambiamento e bacino, cosa li collega?

L’universo sappiamo che si regge sul principio dell’eterna trasformazione per cui nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.
Eppure, il cambiamento rappresenta, per una parte della nostra mente e di conseguenza per il corpo, un grande potenziale nemico, che viene rifiutato o temuto come potenziale pericolo.

Quando stiamo vivendo un cambiamento, il nostro sistema nervoso si attiva per entrare in protezione e lo fa tendendo i flessori delle anche, in particolare l’ileopsoas, principale muscolo del bacino.
Le tensioni della muscolatura del bacino, ed in particolare delle anche, possono quindi non venire da una problematica fisica, ma da un condizionamento subconscio, che trasforma il bacino in una sorta di cestino per l’immondizia emotiva e subconscia.

Tutto ciò che cambia intorno a te e non viene “metabolizzato” emotivamente, si trasforma in una tensione della muscolatura del bacino.

Secondo chakra, cambiamento e fluidità 

Il Bacino è la parte fisica che viene controllata dal tuo secondo chakra, che guarda caso, è il responsabile della tua capacità di gestire il cambiamento.
Infatti il chakra Svadhishtana, così si chiama, è associato all’elemento dell’acqua, che subito ci fa pensare alla fluidità, alla capacità di scorrere e di adattarsi ad ogni percorso.
Questa meravigliosa capacità dell’acqua vive anche in noi. Quando ci liberiamo dalle paure e dalle limitazioni della mente diventiamo finalmente capaci di accogliere il cambiamento.

Lo Yoga ci può aiutare a ritrovare la capacità di lasciare andare gli attaccamenti che ci danno l’illusione della sicurezza, per farci trovare una solidità che non potrà mai essere spazzata via da alcun cambiamento o disastro esteriore, né da alcun tormento della mente.

L’Attaccamento è causa della sofferenza

L’attaccamento è una delle conseguenze del mal funzionamento del secondo chakra e in generale è il nodo centrale della sofferenza.

Pensa per un momento all’attaccamento alle cose, alle persone o ad aspetti del nostro carattere che ci fanno soffrire. Pensa a quando perdiamo qualcosa di nostra proprietà o una persona, che siamo spesso portati a considerare anch’essa come nostra proprietà leggittima, questo non ti fa forse soffrire? Oppure pensa agli attaccamenti che ci impediscono di cambiare i nostri atteggiamenti perché siamo completamente convinti che: “sono fatto così” e quindi “non posso cambiare”! Questo non è frustrante?

L’attaccamento non è solo rivolto verso il possesso, che sarebbe più una problematica del primo chakra, ma anche verso l’infinita varietà delle possibilità.
Se ci pensi possiamo perfino essere attaccati al cambiamento fine a se stesso, questo riguarda infatti il secondo chakra, così vogliamo provare tutto e non siamo mai soddisfatti di nulla, fino ad arrivare stremati ad accontentarci di qualcosa o  di una relazione, per esempio, che non è davvero giusta per noi. 

Allora cosa possiamo fare, dove sta la strada maestra?

Dobbiamo imparare ad accettare serenamente qualsiasi cambiamento senza attaccamento e sentirci felici in ogni circostanza.

La felicità è uno stato interiore

La prima cosa che dobbiamo comprendere per essere finalmente liberi e felici in ogni circostanza, anche se intorno a te “i mondi crollano”, è che la felicità non la trovi in nulla che abbia una forma o sia modificabile con il tempo, perché la vera gioia è uno stato interiore.
Se tu sei solido nella consapevolezza che tutto ciò che è conosciuto attraverso i sensi è impermanente, saprai di certo che anche la felicità o la tristezza, che dipendono da qualcosa di impermanente, saranno destinate anche loro ad essere soggette ad un termine.


Se riuscirai a dedicare un pò di tempo a rivolgere la tua attenzione al centro di te stesso, scoprirai di avere in te un “Paradiso portatile”, come diceva il Maestro Yogananda. Ciò significa, per citarlo ancora, che “se vuoi essere felice, nulla al mondo potrà renderti triste”!
Allora usa questo momento di forti cambiamenti per trovare la forza di accettare quello che accade e trovare la tua via per trasformarlo in una opportunità di crescita come essere umano.

Mettiamo in pratica

Ora vediamo insieme come la pratica yoga può supportarci nella capacità di gestire il cambiamento con seranità.

Stai affrontando un periodo difficile? Attribuisci a queste difficoltà il tuo senso di angoscia?
Prova a domandarti se forse anche prima della quarantena la tua felicità non fosse autentica, perché ora che un disagio è emerso hai la possibilità di trovare una volta per tutte la tua strada!


Il mio consiglio è di praticare tre esercizi di allungamento del bacino (affondo, rajakapotasana e torsione) e la breve meditazione in Baddha konasana, con la bellissima affermazione “Sicuro nel mio Sè, accolgo ogni cosa”, come vedrai nel video in cui sono accompagnata dal maestro di Yoga Matteo, anche mio compagno di vita.

Namasté

Posted by Ananda Yoga Cagliari on Friday, May 1, 2020

Per praticare con Devika e Matteo contatta: Pagina Fb Ananda Yoga Cagliari

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